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Tenores in Sardegna.
Tenores di Nuoro “Gli amici del Folklore”
La Sardegna occupa un posto di rilievo tra le terre ricche di espressioni musicali popolari nel tutto Mediterraneo e nel mondo
La più tipica di tutte è il canto a tenore le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
Le armonie intense, arcaiche, uniche che ne scaturiscono, sembrano l’eco di note ataviche che fuoriescono dalle mura dei Nuraghi, quando gli antichi Shardana dominavano il loro tempo.
Un tempo lontanissimo, in cui i pastori passavano intere stagioni sui monti e sui sopramonti della Barbagia a badare il bestiame.
Fu allora che, da padroni incontrastati della natura quali erano, imitarono forme e suoni del loro panorama sonoro, rendendo meno monotoni i lunghi mesi passati lontano dalla Comunità.

Fu così che il muggito di una vacca, il belato di una pecora, di un agnello, il vento che soffiava fra i graniti, le querce, gli olivastri e i ginepri, diedero vita ad un inconfondibile accordo naturale. Tre uomini guidati dall’intonazione di “Sa Boche”, si fondono in un unica armonia, la voce grave del “Bassu” e della “Contra”, accompagnati dalle fioriture della “Mesu Boche”, rendono unico questo genere di canto. 
Tra i muri di pietra della vecchia Nuoro, che dai tempi di Sebastiano Satta è considerata culturalmente la capitale delle Barbagie, nonché città votata alla poesia, alla musica e alle tradizioni, tanto da essere menzionata con l’appellativo di “Atene Sarda”, nei quartieri di “Santu Predu” e “Seuna”, così come nel resto della città, riecheggiano ancora gli ancestrali suoni emessi da “Sos Tenores”.
Il gruppo di canto a Tenore degli “Amici del Folclore”, nasce alla fine degli anni ’60.
Nel corso dei decenni sono cambiati alcuni interpreti ma sono rimasti intatti il modo di cantare e l’attaccamento alla tradizione che hanno contribuito, fra le altre cose, alla pubblicazione di due lavori, “Pro cussos chi partin” e “L’antico, il moderno, il sacro e il profano”, in cui, insieme coro, il Tenore ha inciso pagine memorabili.

Il Tenore gli “Amici del Folclore” ha conservato negli anni un equilibrio e una collocazione artistica tipica dell’inconfondibile tenore “a sa Nugoresa”; “sa Moda”, ovvero la maniera di cantare tipica di Nuoro, mantiene tuttora gli antichi canoni di sempre.
Inconfondibili restano, infatti, le interpretazioni de “Sa seria e zirada”, “Su passu torrau” e “Su dillu”, tutte cantate con testi di autori locali. Particolarmente suggestive risultano le interpretazioni dei balli tradizionali nuoresi così detti “a boche ‘e ballu”, dove i ritmi del tenore accompagnano i danzatori rivestiti del costume tradizionale.
Lo spirito del cantare “a tenore” resta e resterà sempre quello di trasmettere e diffondere nelle piazze della Sardegna e del resto del mondo anche questo modo di essere sardi e lo spiccato attaccamento alle origini, alla cultura e alle tradizioni, elementi che hanno consentito di conservare intatto il fascino di questo canto, tanto da essere proclamato dall’UNESCO, patrimonio dell’Umanità. 

Tenores di Nuoro