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Il Ballo



Il Ballo sardo (su ballu sardu), identifica la totalità delle tipiche danze che si ballano in Sardegna.
Può tuttavia sottintendere una danza specifica, quella maggiormente diffusa, che corrisponde al nome di Ballu Tundu (Ballo Tondo), A Passu Torrau (A Passo Ritornato), Ballu Seriu (Ballo Posato), e altri, a seconda della zona presa in considerazione.
Questa tradizione è stata tramandata oralmente per generazioni, ed attualmente è una delle più ricche e interessanti d’Italia e del Mediterraneo.
Sulle origini del ballo sardo non si sa molto.
Si ritiene che possa derivare dalle cerimonie sacre preistoriche celebrate per propiziarsi una caccia abbondante o un buon raccolto, e che rappresentasse non solo un divertimento, ma fosse anche l’espressione di una collettività.
Tale teoria sarebbe confermata non solo dall’uso delle launeddas per accompagnare le danze, ma anche dal loro legame col fuoco: ancora oggi, infatti, alla vigilia di alcune feste paesane si preparano i fuochi, intorno ai quali si danza. Inoltre la figura fondamentale eseguita dai ballerini è il cerchio in cui tutte le coppie si tengono per mano (“a manu tenta”), e dal punto di vista ritmico e melodico vi è uno stretto legame tra chi esegue la musica e chi la balla, cosa che confermerebbe l’importanza dell’unione comunitaria durante i momenti più significativi di aggregazione sociale.
Non è chiaro se all’inizio fosse la voce dell’uomo oppure l’accompagnamento strumentale a guidare il ballo. È invece certo che l’accompagnamento a più voci (Canto a tenore) è di uso più recente.


 

[https://www.youtube.com/watch?v=aEAqdta2Fcc]